le banche e il potere

USIAMO GLI SCEC -

BISOGNA CONOSCERE I MOTIVI DI TANTO DISSENSO ALLA TAV TORINO-LIONE

venerdì 28 settembre 2012

LETTERA DI UN RAGAZZO

Giacomo Ulivi, partigiano emiliano morto nel 1944 a soli 20 anni dopo essere stato catturato e torturato dalle brigate nere. , dal carcere scrive “Lettera agli amici”, una lunga lettera mai spedita e scritta su 14 biglietti staccati da un taccuino e ritrovati dopo la sua morte: «Può anche bastare, sapete, che con calma cominciamo a guardare in noi, e ad esprimere desideri. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete più voluto sapere! Ricordatevi siete uomini, avete il dovere se il vostro istinto non vi spinge ad esercitare il diritto, di badare ai vostri interessi. Avete mai pensato che nei prossimi mesi si deciderà il destino del nostro Paese, di noi stessi: quale peso decisivo avrà la nostra volontà se sapremo farla valere; che nostra sarà la responsabilità, se andremo incontro ad un pericolo negativo?» Giacomo Ulivi, Lettera agli amici.


Sono passati 68 anni: i valori, gli ideali di quel ragazzo, di quella generazione, dove sono finiti?

Il lavoro non è una merce! E' un diritto dovere per tutti.
La mercificazione della vita e l' imbonimento dei mezzi di comunicazione di massa ci stanno ingannando; però quando ci chiamano alle urne bisona votare e  poi controllare chi abbiamo scelto  perchè la demacrazia è partecipazione. Altrimenti ci governeranno sempre i peggiori. 

-Se non c'è impegno non se ne esce. La crisi è una scusa per spostare il profitto dai poveri e rassegnati ai già ricchi.- La fuga dei giovani  non interessa, ci saranno sempre dei laureati del terzo mondo a ripianare i buchi.


mercoledì 26 settembre 2012

CAMBIANO I SUONATORI E LA MUSICA PEGGIORA.

RAIMONDO VIANELLO, ANNI '70.

venerdì 20 luglio 2012

Beppe Grillo ce la racconta giusta?

lunedì 21 maggio 2012

IL GRANDE IMBROGLIO

Gli spagnoli salvano Bankia gruppo bancario impegolato nella bufera della bolla immobiliare,i francesi stanno valutando di salvare due gruppi bancari superesposti nello stesso segmento.


I nostri "politi...." nell'aggiungere debito al debito prevedono di spendere 100 MILIARDI IN INFRASTRUTTURE CHE NON SERVONO. Dal 2008 abbiamo perso l'8,5 del traffico su gomma e quasi azzerato quello su rotaia. Va da sè che siamo autosufficienti in infrastrutture per 10-12 anni. Ma dobbiamo migliorarci ! Certo ma senza ricorrere all'indebitamento. L'infrastrutturazione mediante indebitamento è accettabile solo in periodi molto lunghi di crescita; +2%PIL o più. In fase di recessione, l'indebitamento consente alla speculazione di tenerti per le @@ , e di bruciare il futuro alle nuove generazioni .




Guardare con attenzione il video dell'ex Ministro.



"Governo tecnico e svendita dell'Italia"


di: WSI Pubblicato il 21 maggio 2012| Ora 12:18



Intervista a Rino Formica nella trasmissione "L'Ultima Parola" in onda su "RAI 2". Si parla di sistema di poteri occulti, lobby nazionali e internazionali, le decisioni prese sul Panfilo Britannia il 2 giugno 1992, la svendita dei gioielli di casa, le aziende italiane all'estero, cioe' banche, Enel, Eni, Finmeccanica, telefonia. Politica subalterna a economia e finanza. E poi Bce, Mario Draghi.



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Rino Formica, uomo politico pugliese, e' stato piu' volte ministro nei governi in cui partecipava il partito Socialista, guidato da Bettino Craxi.

Roma - Intervista a Rino Formica nella trasmissione "L'Ultima Parola" in onda su "RAI 2" l'11 Novembre 2011. Si parla di governo tecnico, sistema di poteri occulti, lobby nazionali e internazionali. Tutto fu deciso sul Panfilo Britannia il 2 giugno 1992, con la svendita dei gioielli di casa, le aziende italiane all'estero, e cioe' banche, Enel, Eni, Finmeccanica, telefonia. Politica subalterna a economia e finanza. E poi Bce, Mario Draghi.

L'incontro, avvenuto in acque italiane, divenne famoso, tra l'altro, per quella che sarebbe stata secondo alcuni critici e complottisti "la pianificazione della svendita dell'industria italiana".

La nave attracco' al porto di Civitavecchia facendo poi rotta lungo la costa dell'Argentario. Alla riunione parteciparono, oltre ad alcuni banchieri inglesi, anche un gruppo di manager ed economisti italiani, tra cui l'attuale presidente della Bce Mario Draghi, allora direttore Generale del Ministro del Tesoro, Herman van der Wyck, presidente Banca Warburg, Lorenzo Pallesi, presidente INA Assitalia, Jeremy Seddon, Direttore Esecutivo Barclays de Zoete Wedd, Innocenzo Cipolletta, direttore Generale di Confindustria, Giovanni Bazoli, Presidente Banco Antonveneto, Gabriele Cagliari, presidente ENI, e il politico Luigi Spaventa.

martedì 17 aprile 2012


L'ombra della camorra sulla sanità veneta
L'ombra della camorra sulla sanità veneta: indagine delle Fiamme gialle
La Guardia di finanza ha bloccato il pagamento del premio di 76 milioni di euro che la Regione Veneto stava per pagare alla società romena City Insurance. Si sospetta un collegamento con clan camorristici
Le indagiio sono della Guardia di finanza di Venezia
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Bloccato dalla Guardia di finanza di Venezia il premio di 76 milioni di euro che la Regione Veneto avrebbe dovuto pagare alla società romena City Insurance per la copertura assicurativa del servizio sanitario regionale. Tutta la documentazione relativa all'appalto è stata sequestrata. GLI AGGIORNAMENTI

Nella sede fiscale in Italia della City Insurance, il Gico di Venezia ha sequestrato la documentazione inerente diverse gare d'appalto con vari enti pubblici italiani tra Veneto, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna, Sicilia, Lombardia, ed Emilia Romagna, che hanno consentito alla società assicurativa di raggiungere, nel solo 2011, un volume d'affari di oltre 50 milioni di euro.

Si sospetta che la società romena possa essere legata ad elementi della criminalità organizzata e alcuni italiani, secondo quanto emerso in indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sarebbero riconducibili a clan camorristici. La società assicurativa romena, ora oggetto di indagini, è stata l'unica concorrente e vincitrice della gara d'appalto indetta dallo stesso ente per l'affidamento di servizi di copertura assicurativa per le Aziende del Servizio Sanitario di tutta la regione Veneto.

lunedì 26 marzo 2012

DICHIARAZIONI IN PARLAMENTO EUROPEO



Nigel Farage al parlamento europeo



DICHIARADIONI IN PARLAMENTO ITALIANO




Grillo... LA SVOLTA DELLA POLITICA. 


VENETO CITY: SVILUPPO PER TUTTI O ARRAFFO PER POCHI ?

Battaglia legale su Veneto City La Confcommercio veneta fa ricorso al Tar contro il maxi-insediamento nel Miranese 23/03/2012 Un'immagine del futuro maxi-insediamento commerciale-direzionale di “Veneto city” 

Antonella Benanzato VENEZIA “Veneto City” non s'ha da fare. L'ultimo atto della vicenda legata alla realizzazione del faraonico mega-polo del terziario in provincia di Venezia lo firma la Confcommercio di Mirano, che ha deciso di ricorrere al Tar, e che gode però dell'appoggio di tutte le provinciali che fanno capo a Confcommercio Veneto che dal 2006 osteggia il progetto reo di “mangiarsi” un altro pezzo di territorio Padova, Venezia e la Riviera del Brenta. A dare fuoco alle polveri è il presidente di Ascom-Confcommercio Mirano, Ennio Gallo, che non accetta di veder «scassare il territorio tra due province dell'entroterra veneziano», ma soprattutto non capisce come questo possa avvenire con l'avvallo degli organi competenti. «AREE SBAGLIATE». «In quel progetto - spiega Gallo - sono state inserite aree del Comune di Mirano, nonostante quest'ultimo non faccia parte dell'accordo di programma (perché si è autoescluso), tanto che su “Veneto City” pende anche il ricorso al Tar della stessa Amministrazione comunale». Il presidente dell'associazione dei commercianti miranese non crede che Veneto City prevedere la realizzazione di un centro innovativo dedicato alla ricerca che coinvolga anche l'università. «Ma quale polo di ricerca? Quale polo universitario? - s'inalbera - Nell'ultimo progetto Veneto City contempla solo il commerciale, il direzionale e il ricettivo». La decisione di ricorrere al Tar, sostenuta da Confcommercio 

sabato 3 marzo 2012

ANCHE L'OMBRA DI COSA NOSTRA SUL VENETO.



Mafia, i tentacoli sul Veneto

La denuncia del prete antimafia don Luigi Tellatin
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“Come api attorno al miele”. Così don Luigi Tellatin, parroco di Facca vicino a Cittadella e referente dell’Associazione Libera nel Veneto, definisce l’interesse per le città del Veneto di ‘ndrangheta, camorra e mafia, del quale ha parlato martedì scorso il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, secondo la quale le infiltrazioni di mafia e ’ndrangheta impongono di parlare di una “questione settentrionale”. Continua Tellatin: “I loro capitali illeciti sono ansiosi di trovare una collocazione redditizia là dove c’è il motore industriale del paese. Ecco perché Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sono nel mirino”.
Inoltre per il Veneto si annunciano grandi opere.
La Superstrada pedemontana veneta è una grande occasione. Immagini quanta terra occorre spostare. Negli anni 80 gli imprenditori edili, collusi con la malavita organizzata, entrarono in Veneto proprio con il movimento terra. Chi ha capitali può vincere facilmente gli appalti. Nel Veneto ci sono anche altri grandi progetti che attendono capitali. Pensiamo a Veneto City a Dolo in provincia di Padova e a Motorcity a Verona: sono ghiotte occasioni per la malavita. A costoro non interessa vivere nel mercato parallelo, in quello illegale, vogliono entrare nel circuito sano dell’economia.
 

venerdì 2 marzo 2012

E' QUESTIONE DI CIVILTA' E NON BISOGNA ARRIVARE TARDI, NON SI POSSONO RIDURRE AL SILENZIO LE GIUSTE RIVENDICAZIONI DEI COMITATI E ASSOCIAZIONI. - Tardi vuol dire creare situzioni simili alle attuali in val di Susa-.

Occorre partecipare prima, perché dopo, è troppo tardi.  L'ingnavia è un brutto difetto. "Virgilio, canto3° Inferno, così  descrive a Dante, - tristi anime che vissero sanza 'nfamia e sanza lodo-. Essi sono i cosiddetti ignavi, anime che in vita non operarono né il bene né il male per loro scelta di vigliaccheria."   Non dobbiamo subire l'effetto della rana bollita lentamente.

E' sconfortante constatare come venga declinata la Democrazia odierna -. 

Allora sentiamo Jannacci che c'invita alla consapevolezza.


 

CS CAT 25/02/2012 – Iter Camionabile rallentato grazie a CAT

COMUNICATO STAMPA CAT – Dopo le dichiarazioni del Sindaco di Dolo sulla Camionabile, CAT ribatte che sulla difesa del territorio non prende lezioni da nessuno. Si deve infatti proprio a CAT il forte rallentamento di quest’opera, così come l’accoglimento in sede VIA di molte osservazioni.
La Sindaca leghista parla di rischio idraulico ma ha appena approvato Veneto City, una enorme colata di cemento in piena zona a rischio idraulico;
E sempre leghista è il Presidente della Regione Veneto che ha permesso l’inserimento della Camionabile in Legge Obiettivo; nessuno dei Sindaci Rivieraschi si oppose a questo scippo, nemmeno il primo cittadino Dolese.
Il parere VIA è favorevole ma denso di prescrizioni molto difficili da rispettare; anche l’arresto di Lino Brentan rappresenta una bella “tegola” per i proponenti della Camionabile. I comitati continueranno comunque a vigilare e a battagliare su tutti i fronti.
Dopo le dichiarazioni del Sindaco di Dolo sulla Camionabile, i comitati ribadiscono che sulla difesa del territorio non prendono lezioni da nessuno.
E’ stato infatti proprio CAT a tenere bloccata l’opera per oltre due anni, dopo che nel 2009 con una azione di denuncia esemplare furono smascherate le procedure illegittime applicate dalla Regione Veneto per tentare di approvare in tutta fretta l’ennesima “grande opera” in Riviera del Brenta.

martedì 28 febbraio 2012

LA GRANDE MISTIFICAZIONE DEL PROGRESSO VENETO PER MEZZO DELLE GRANDI OPERE.

COMUNICATO STAMPA CAT
25 FEBBRAIO 2012
Dopo le dichiarazioni del Sindaco di Dolo sulla Camionabile, CAT ribatte che sulla difesa del territorio non prende lezioni da nessuno.
Si deve infatti proprio a CAT il forte rallentamento di quest’opera, così come l’accoglimento in sede VIA di molte osservazioni.
La Sindaca leghista parla di rischio idraulico ma ha appena approvato Veneto City, una enorme colata di cemento in piena zona a rischio idraulico;
E sempre leghista è il Presidente della Regione Veneto che ha permesso l’inserimento della Camionabile in Legge Obiettivo; nessuno dei Sindaci Rivieraschi si oppose a questo scippo, nemmeno il primo cittadino Dolese
Il parere VIA è favorevole ma denso di prescrizioni molto difficili da rispettare, tantopiù che viene stralciato un tratto strategico del Gra di Padova; anche l’arresto di Lino Brentan rappresenta una bella “tegola” per i proponenti della Camionabile.
I comitati continueranno comunque a vigilare e a battagliare su tutti i fronti.




martedì 21 febbraio 2012

Cementificio Veneto s.p.a.

Ci risiamo. Nonostante l'evidente sistema fallimentare di questa classe politica si continua a perseguire la via della cementificazione del Veneto con progetti di mera speculazione finanziaria. 40 anni di fallimenti, a partire dal progetto della Venezia-Monaco degli anni '70 ai progetti attuali di Veneto-city, di Verona-motor, di Nogara-mare, della Pedementana e del prolungamento della A27.

venerdì 17 febbraio 2012

I SOLDI FINISCONO

Veneto strade a rischio default per un'esposizione bancaria di 90 milioni di euro. Il Pd regionale denuncia: “Il centrodestra ha mentito fino all’ultimo: individuare le cause del tracollo e tutti i responsabili”. Secondo i consiglieri democratici le opere in programma e la manutenzione ordinaria rischiano la paralisi totale


Venezia - Un’esposizione bancaria di 90 milioni. A tanto ammonterebbe il debito accumulato da Veneto Strade di cui si è discusso durante l'audizione dei vertici dell'ente che si è tenuta mercoledì 15 febbraio in commissione regionale Infrastrutture, alla presenza dell’assessore regionale Renato Chisso.

giovedì 9 febbraio 2012

C'E' CHI DICE NO! E CI RIESCE.

Il pastore ferma il cemento a Capo Malfatano
L'ottantenne Ovidio Marras e Italia Nostra battono Benetton, Marcegaglia e Toti. Prima la vittoriosa difesa del vecchio sentiero delle pecore. Adesso il Tar annulla i via libera della regione alla costruzione di un insediamento turistico da 190mila metri cubi
“C’è un giudice a Cagliari”, potranno dire adesso i sardi, autentici e d’adozione, che per anni si sono battuti contro lo scempio edilizio di Capo Malfatano. Solo che il mugnaio di Potsdam a Berlino aveva ottenuto giustizia dal sovrano, Federico il Grande per l’esattezza. A Cagliari sono stati i magistrati del Tar della Sardegna a fermare una speculazione terrificante che da oltre dieci anni sembrava marciare spedita con il compiaciuto consenso del sovrano, il comune di Teulada, e la sospetta distrazione della Regione.

martedì 7 febbraio 2012

VETREGO OGGI. DOLO: DOMANI COME SARA'?



AREA AGRICOLA DOVE SORGERA'  "VENETO CITY", A DESTRA C'E' VETREGO, GIA' CONCIATO MALE. DOMANDO:"SI PUO' CONTINUARE COSI' E PERCHE!?"


RISPOSTE CHE I CITTADINI SENTONO DALLE ISTITUZIONE:" ORMAI IL TERRENO E' COMPROMESSO, E IL PROGETTO E' PARTITO DA UN' AMMINISTRAZIONE PRECEDENTE, E' COLPA DEL SINDACO, DEL GOVERNATORE, DELLA REGIONE E MILLE ALTRE SCUSE INCOMPRENSIBILI". MA LA DOMANDA E': A CHI SERVE VENETO CITY? UN LAVORO CHE SI PROTRARRA' PER 20ANNI PER STRALCI SUCCESSIVI.  VEDI NUOVA ZINGONIA CITTA' SORTA EX NOVO NELLE CAMPAGNE BERGAMASCHE ANNI'60 CITTA' MAI COMPLETATA E CON NOTEVOLI PROBLEMI SOCIALI.

I CITTADINI COMINCIANO A CHIEDERSI COS'E' E COSA COMPORTA "VENETO CITY"

Veneto City, l’interrogazione del PD

Oggetto: Interrogazione. Il territorio Vigontino e Veneto City.


Il sottoscritto consigliere comunale Andrea Levorato
Visto il regolamento del Consiglio Comunale;

Premesso

Che lo scorso 17 gennaio 2012 è stato pubblicato sul BUR l’accordo di programma, ai sensi dell’art. 32 LR 29/11/2001, n.35, per l’attuazione organica e coordinata del polo del terziario denominato VenetoCity.
Che il polo del terziario sorgerà tra Dolo e Pianiga, su un’area di 715 mila metri quadrati e si caratterizza per essere un intervento immobiliare molto contestato e criticato in ragione dell’impatto e delle ricadute sui Comuni contermini.
Che la firma apposta dal Presidente della Regione Zaia, sull’accordo per la realizzazione di VenetoCity, potrebbe far insediare i primi cantieri già entro la fine del 2012.
Considerato
Che l’intervento prevede tra l’altro la realizzazione di strade di servizio per innervare l’area e di una nuova stazione ferroviaria, che si aggiungerà a quella di Dolo e forse sostituirà la fermata di Vigonza-Pianiga.
Che secondo le previsioni, VenetoCity porterà come conseguenza un aumento del traffico stradale del 40-50 per cento, che metterà in crisi la già fragile rete viaria locale.
Che per far fronte a questo problema i proponenti di Veneto City prevedono il prolungamento della bretella tra via Accopè a via Marinoni in località Barbariga, con il raddoppio delle corsie, due per senso di marcia, fino a Mellaredo (raccordo con la regionale 515 Noalese) e propongono la costruzione di un cavalcavia che colleghi il nuovo casello autostradale di Albarea, che causerà congestioni stradali in via Marinoni e via Di Rivale a Pianiga e in via Carpane a Vigonza.
Che il progetto di Veneto City, per la sua ampiezza, in termini sia fisici che economici, e per il fatto di coinvolgere un vasto territorio e le persone che in esso vi abitano, presenta una serie di aspetti assai rilevanti sotto il profilo della sostenibilità territoriale, aggravati dall’assenza di opere compensative.

SI CHIEDE al signor Sindaco
1) Che ruolo ha svolto l’Amministrazione Comunale di Vigonza nell’ambito del perfezionamento dell’accordo di programma di VenetoCity.


domenica 5 febbraio 2012

I NODI VENGONO AL PETTINE. LA VERGOGNA DELLE CONNIVENZE.

Fischi per Formigoni al teatro Dal Verme




Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha ricevuto una salva di 'buu' e fischi quando è salito sul palco del teatro Dal Verme dove è per la presentazione di due progetti legati all'Expo 2015: il recupero della darsena e le vie d'acqua.

Roberto Formigoni Roberto Formigoni
Milano, 05-02-2012
Fischi e una lunga contestazioni al teatro Dal Verme di Milano per il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, sul palco per illustrare il progetto di rilancio della Darsena e dei Navigli in vista di Expo 2015.
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-Documento prelevato dal sito: http://www.dongiorgio.it

Cl e Compagnia delle Opere: il cancro della Chiesa



Gli articoli sono stati presi da Altreconomia - l'informazione per agire. Consiglio a tutti questa Rivista. Ringrazio l'amica che mi ha omaggiato l'abbonamento.
da Altreconomia - l’informazione per agire
mese di settembre 2009
Inchiesta/Geografie del potere
Commistione e lottizzazione
Attorno al movimentò ecclesiale Comunione e Liberazione
ruota una vasta rete di interessi economici e politici.
Il cuore è in Lombardia
70 miliardi di euro:
è il fatturato (stimato)
delle 34mila aziende aderenti
alla Compagnia delle Opere.
A Crema, in provincia di Cremona, sono arrivati 4,5 milioni di euro per costruire una scuola privata. La Regione Lombardia, ricevuta la richiesta di finanziamento dalla Fondazione Charis, ha stanziato i soldi in appena due settimane. Efficienza, secondo gli amministratori regionali. Favoritismo, dicono dall'opposizione: la scuola è di fedele osservanza ciellina, ovvero è riconducibile a Comunione e Liberazione, il movimento ecclesiastico fondato negli anni Sessanta a Milano da don Luigi Giussani,
Nell'assestamento al bilancio del 2009, attualmente in discussione, il progetto di legge 399 prevede che la Regione possa riconoscere agli ospedali posseduti da enti ecclesiastici la totale equiparazione agli ospedali pubblici, con conseguente possibilità che i loro buchi di bilancio siano ripianati con soldi pubblici. Il provvedimento tocca cinque ospedali tra cui il San Giuseppe di Milano, di cui è coordinatore scientifico Giancarlo Cesana, l'allievo prediletto di don Giussani. Cesana è stato appena nominato presidente del polo di ricerca e cura Policlinico-.Mangiagalli-Regina Elena. Mangiagalli per i milanesi vuol dire nascite, ma anche aborti. Qualcuno teme che su questo fronte l'arrivo del dirigente ciellino metta a rischio la laicità della struttura pubblica.
Ancora a Crema, l'Opera pia marina cremasca ha ottenuto il beneplacito regionale per ristrutturare la sua storica colonia di Finale Ligure, dove passavano le vacanze i figli delle famiglie a basso reddito. Poi però la colonia è diventata un hotel a quattro stelle, dato in gestione alla Cooperativa sociale Iros di Milano, anche questa di area Cl. Nel 2007 il Banco alimentare, ente di beneficenza di diretta emanazione ciellina ha ottenuto un finanziamento regionale di 750mila euro. Il Banco raccoglie le eccedenze alimentari e le mette a disposizione dei poveri, un'opera meritoria, ma di organizzazioni che fanno buone cose ce ne sono tante: perché in Lombardia così tanti soldi e favori pubblici vanno a soggetti così ben determinati?
Ogni agosto va in scena il tradizionale Meeting di Cl a Rimini (quest'anno alla trentesima edizione, vedi box a destra), e siamo quotidianamente informati sugli interventi di ministri e leader di partito, sugli applauditi e sui fischiati, e su chi risulta essere più "bipartisan".
Comunione e Liberazione, però, è anche un nodo importante del sistema di potere politico ed economico, soprattutto in Lombardia, la Regione che ha dato i natali a don Giussani, che ha tenuto a battesimo il movimento nel 1969, che è retta da 14 anni da un presidente ciellino, Roberto Formigoni. E fu lo stesso don Giussani a promuovere la Compagnia delle Opere, il braccio economico dell'organizzazione, una sorta di Confindustria bianca fondata nel 1986.
Il sistema lombardo. Ogni volta che si tocca questo tasto, Comunione e Liberazione precisa di essere un movimento ecclesiale che nulla ha a che fare con imprese e affari. Proprio come insegna Cl, però, al centro c'è la persona. E la persona è unica: prega, fa affari, dà finanziamenti, riceve finanziamenti,
fa carriera, fa fare carriera. Nella sanità lombarda, la fetta più ricca del bilancio regionale, è difficile fare carriera se non si è targati Cl. Gli altri settori meglio presidiati dai seguaci di don Giussani sono la scuola, la formazione professionale, l'ente Fiera (il maggior operatore fieristico italiano e uno dei maggiori del mondo: nel 2008 ha fatturato 306 milioni di euro e fatto profitti per 4,7 milioni), mentre un nuovo terreno di conquista è l'housing sociale. In omaggio al principio della "sussidiarietà", cavallo di battaglia del movimento, Cl e la Compagnia delle opere sono in prima fila là dove l'impresa privata

sabato 4 febbraio 2012

COMINCIANO A DELINEARSI I CONTORNI DELL'AFFARE VENETO.

Brentan è il Veneto. Quello vero.

Brentan non è un uomo qualsiasi. E’ una cerniera che tiene assieme destra e sinistra. E’ l’uomo che meglio di ogni altro (ma ce ne sono almeno altri due o tre in laguna) impersonifica e mette in pratica il sistema veneto.
Che cos’è il sistema veneto?
E’ l’illusione che il mondo funzioni o si ottimizzi per tutti coloro che fanno parte di un circolo ristretto di amici degli amici, di cene e colazioni di lavoro, di teatri e premi letterari. Un Eden che funziona meno peggio di altri perchè tutti godono della loro piccola scorciatoia ma lo fanno senza approfittarne troppo. Le responsabilità penali di Brentan le chiarirà l’inchiesta. Il mio non è un giudizio sulla vicenda giudiziaria ma su quella politica. Brentan è cresciuto e si è allargato grazie alla complicità politica di molti. A tutti andava bene perchè a tutti garantiva risposte certe e presidi sicuri nei posti dove si fanno affari e si mettono in circolazioni denari. Ora appare sempre più chiaro che le autostrade e le grandi aziende pubbliche sono da sempre considerate come il luogo in cui prima si fanno affari e poi si progetta il futuro dei nostri territori. Scrive oggi Ferdinando Camon che nel caso di Lino Brentan molti controllori si sono distratti. No. Non è vero. Non hanno voluto vedere perché faceva comodo a tutti. Scrive Giuseppe Pietrobelli che Brantan viene da lontano ed è proiettato nel futuro, illustrando un sistema che tangentopoli non ha scalfito, che le inchieste non hanno mai fermato. Brentan viene da sinistra e porta a destra, come ricordavo ieri. Renzo Mazzaro e Albino Salmaso lo spiegano molto bene.
Brentan è il Veneto. Quello vero. Quello raccontato da Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta e illustrato da Massimo Carlotto.
Il Veneto che ci spiega la sua diversità dal resto d’Italia ma che ne pratica gli stessi schemi illegali, anche senza la mafia e la camorra.
Ben svegliato Veneto. Il tuo futuro comincia dall’arresto di Lino Brentan.
doc. Il Mattino di Padova

Qui sotto, interessante analisi di come è iniziato il "Sistema Veneto"e la sua attuale evoluzione.
http://www.sherwood.it/risorsa/1204/stream-out-milanesi-e-canetta-presentano-cosa-loro

mercoledì 1 febbraio 2012

NON C'E' NIENTE DA FARE, VOGLIONO MANGIARE IL TERRITORIO! DA ANNI UNA BANDA DI MANIGOLDI STA STUDIANDO PER SFRATTARCI DAL VENETO.

TESSERA CITY. Respinte le proposte di 46 associazioni

01 febbraio 2012
Il progetto della nuova città alle porte di Venezia cambia nome, ma non la sostanza. Come ci spiega Michele Boato
Il direttore dell'Ecoistituto del Veneto, che nei giorni scorsi ha interrotto   un digiuno di protesta arrivato al 21esimo giorno, ha assistito al Consiglio Comunale di Venezia durato dalle 16 di lunedì 30 gennaio alle 4 del mattino. Ecco la sua cronaca.
In un aula dominata da una maggioranza di "soldatini" formata da una trentina scarsa di consiglieri di PD, IDV, PSI e UDC che aspettavano solo l'ordine del sergente di giornata su come schiacciare il pulsante, sono state respinte, una ad una, tutte (fuorchè due) le decine di proposte, nessuna delle quali campata in aria o "ostruzionistica", presentate dai consiglieri del Movimento 5 stelle,di Federazione della Sinistra, della Lega e del Gruppo Misto (usciti da Pd e IdV), quasi tutte appoggiate e sottolineate dagli applausi del folto pubblico di cittadini e rappresentanti delle 46 associazioni da mesi al lavoro "per un altro Pat".

"MI GO FATO SOEO DEL BEN, NO GO FATO GNENTE..." - AFFERMA BRENTAN- ( DEI FAVORI A CHI?).


Ansa.it
Arrestato a.d. autostrada Venezia-Padova
Lino Brentan e' accusato di corruzione in inchiesta su tangenti
31 gennaio, 09:51


Appalti a imprese amiche: amministratore
dell'autostrada arrestato per corruzione

Lino Brentan è ai domiciliari. I lavori sulla Venezia-Padova
spezzettati per evitare le gare. Sequestrati 170mila euro

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Lino Brentan e un tratto dell'autostrada Venezia - Padova

VENEZIA - L'amministratore delegato dell'Autostrada Venezia-Padova, Lino Brentan, è stato arrestato oggi dalla Guardia di finanza di Venezia nell'ambito di un'inchiesta su tangenti. L'amministratore è accusato di corruzione.


Le indagini, coordinate dal pm veneziano Stefano Ancilotto, hanno consentito alla Guardia di finanza di Venezia di accertare un collaudato e consolidato sistema di irregolare aggiudicazione dei lavori pubblici, attuato dall'amministratore delegato della società Autostrade di Venezia e Padova.


Lino Brentan è agli arresti domiciliari ed è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, aggravato proprio in ragione della stipula di contratti vincolanti per l'ente di appartenenza. L'operazione costituisce la prosecuzione dell'indagine svolta nei mesi scorsi a carico dei vertici del settore edilizia della Provincia di Venezia, strettamente legati a un gruppo di imprenditori locali, che riuscivano perciò a farsi assegnare la quasi totalità dei lavori pubblici del Settore Edilizia, da svolgere nella provincia, senza neppure dover ricorrere a pubbliche gare d'appalto.


Notizie > Italia
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Lusi espulso dal gruppo Pd, Patteggiamento,

Cronologia articolo02 febbraio 2012
Un patteggiamento da un anno e due mesi di reclusione, con sospensione della pena, più la restituzione alla Margherita di circa 5 milioni, (ieri il partito lo ha espulso dal gruppo di Palazzo Madama) -
D. Lu. - Continua a leggere su IlSole24ORE.com

E' incredibili che nessuno se ne sia accorto prima degli ammanchi, mah!
Rutelli è un fesso? Bersani sa nulla?

LA PRIMA REPUBBLICA NON E' MORTA ORA SI REPLICA CON PIU' VORACITA'.

 






I CITTADINI DI DOLO SANNO COS'E' VENETO CITY?- NOI PENSIAMO DI NO!

IN RIVIERA SORGE UN GRANDE SOSPETTO CHE L'AFFARE VENETO CITY  E GRANDI OPERE SIA ATTUABILE ANCHE CON FONDI DI DUBBIA PROVENIENZA.


La Nuova Venezia

Veneto City, i contrari «La nostra battaglia si sposta in tribunale»
Regione, Provincia e Pianiga dicono “no” al consiglio aperto Comitati e partiti d’opposizione all’attacco
·        
di Giacomo Piran
DOLO
La Regione Veneto, la Provincia di Venezia e il Comune di Pianiga non hanno accettato la proposta del Comune di Dolo di partecipare a un consiglio comunale aperto (in termini tecnici “adunanza aperta”) su Veneto City. La richiesta di convocazione, fatta da un quinto dei consiglieri comunali, tutti di opposizione, aveva lo scopo di analizzare il progetto in tutti i suoi aspetti con la presenza di autorità, tecnici e rappresentanti di comitati e associazioni di categoria.
Il sindaco di Dolo, Maddalena Gottardo, commenta la decisione delle istituzioni. «In tutti questi anni – spiega il sindaco – sul progetto di Veneto City ci sono state decine di occasioni di confronto, dibattito e discussione sia per i cittadini che per i consiglieri comunali. Mi aspettavo questa risposta da parte di Regione, Provincia e Comune di Pianiga anche perché la loro posizione e tutti gli aspetti del progetto erano già stati analizzati attentamente nelle varie fasi che hanno anticipato la firma dell’Accordo di programma».
Maddalena Gottardo tiene la porta aperta alle opposizioni riguardo lo svolgimento dell’adunanza aperta anche senza la presenza della Regione, Provincia e Comune di Pianiga. «Ho chiesto ai capigruppo di minoranza – precisa il sindaco di Dolo - che mi dicano se vogliono ancora svolgere l’adunanza aperta e con quali modalità organizzative. Io sono disponibile a farla».
Sulla questione i due gruppi d’opposizione “Ponte del Dolo” e “Dolo, Cuore della Riviera” si troveranno nel fine settimana per decidere. Come spiega Giorgio Gei «dovremo concordare una posizione comune con gli altri firmatari. Nessuno vuol essere considerato responsabile di questa decisione». Critici anche i comitati dei Cat che continuano la loro opera di opposizione al progetto. «E’ una cosa che ci aspettavamo – puntualizza Mattia Donadel – questa decisione dimostra ancora una volta la non volontà al confronto con i cittadini di Regione e Provincia. La nostra battaglia contro Veneto City continua; entro fine febbraio presenteremo i ricorsi contro il progetto». Piccante anche il commento del consigliere regionale Pietrangelo Pettenò (Rifondazione): «Ora ci sarà solo spazio per i ricorsi in tutte le sedi contro il progetto».


28 gennaio 2012

venerdì 27 gennaio 2012

PER NON DIMENTICARE, Il 27 gennaio del 1945 venne liberato il campo di sterminio di Auschwitz.





Giornata della
Memoria
Antonio Boldrin –
Numero di matricola L. 40481
Andata e ritorno dall’inferno.
Sala polivalente gremita, pubblico in rigoroso silenzio e commozione
palpabile per ascoltare le testimonianze
di un calvario umano che di umano niente sembra avere a che fare.
Antonio Boldrin, uno dei
pochissimi sopravvissuti del campo di
concentramento nazista di AuschwitzBirkenau, ospite dell’Amministrazione
Comunale in un incontro curato da
Fernanda Giantin, ha portato la propria
testimonianza a ricordo della Shoah,
Giornata in Memoria dello sterminio di 6
milioni di persone durante l’ultima guerra.
Attraverso un lunghissimo viaggio per Grecia, Albania,
Yugoslavia, Austria e Cecoslovacchia, fu
deportato nel tristemente noto campo
di concentramento polacco di
Auschwitz-Birkenau, dove furono sterminate non meno di un milione e mezzo
di persone.
Scampato più volte alla morte,
fece parte della squadra
(SonderKommando) incaricata di introdurre negli inceneritori le vittime delle
camere a gas. Una media di 500 cadaveri
al giorno, con punte di oltre 5000.
Ci sono voluti anni (un
blocco psicologico comune a tutti i
sopravvissuti dai lager) per vincere i traumi, le angosce e le inquietudini (sempre e
comunque presenti) e riuscire a raccontare le vicende legate alla prigionia.
Nel lager ogni prigioniero era
privato di ogni dignità personale e qualsiasi forma di stimolo interiore. Dopo
qualche tempo di permanenza non si
pensava, non si provavano più sensazioni,
non si era più in grado di agire o reagire.
Il tutto sfociava in un esaurimento totale,
tanto fisico quanto psichico, da non esser
più in grado di impedire all’ambiente di
prendere il sopravvento.
Documento scritto tratto da: - IL DIALOGO - Vigonovo notizie N° 15 anno 2007

NON MESCOLIAMO SACRO E PROFANO

Parco Perlasca e polemiche «E le frasi sull’olio di ricino?»

GIORGIO PERLASCA
DOLO Oltre 500 persone, tra cui studenti, rappresentanti della comunità ebraica di Padova e di associazioni di partigiani e reduci, hanno partecipato ieri alla celebrazione della Giornata della Memoria e all’intitolazione a Giorgio Perlasca del piccolo parco davanti al municipio. Grande è stata la commozione dei partecipanti che hanno assistito alla proiezione di un video su Perlasca e alla posa di un cippo commemorativo sui cui è scritto “Giorgio Perlasca, Giusto fra le Nazioni. Como 31 gennaio 1910 - Padova 15 agosto 1992. Per non dimenticare”. «Grazie all’azione di Giorgio Perlasca – ha detto l’assessore Antonio Pra – molte vite umane furono salvate dall’orrore di quello sterminio avvenuto durante la seconda guerra mondiale. L’azione di un solo uomo può fare molto, può influire su altre persone che a loro volta iniziano a reagire. Abbattere il muro di indifferenza che a volte si crea nei comportamenti umani, deve essere un insegnamento per tutti”. La cerimonia non è stata esente da critiche rivolte all’amministrazione dolese dal gruppo d’opposizione “Dolo, Cuore della Riviera”. «Attendiamo impazienti la prossima iniziativa del sindaco di Dolo – spiegano i consiglieri comunali – la distribuzione “dell'Olio del Sindaco” per garantire a lei e ai suoi compagni di partito un paese silenzioso. Non basta infatti posizionare un cippo commemorativo a Giorgio Perlasca per lavarsi via di dosso la patina e l'odore di quell'autoritarismo che il sindaco invocava con l'uso dell'olio di ricino». Olio che il sindaco aveva consigliato alcune settimane fa ai manifestanti contro Veneto City.(g.pir.)

martedì 24 gennaio 2012


domenica 22 gennaio 2012

ZAIA APPROVA VENETO CITY



Bur n. 6 del 17/01/2012



Urbanistica


Decreti DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DEL VENETO N. 234 del 30 dicembre 2011





Accordo di Programma ai sensi art 32 Lr 29 novembre 2001, n.35 tra Regione Veneto, Provincia di Venezia, Comuni di Dolo e Pianiga, Veneto

City S.p.A. per l'attuazione organica e coordinata del polo del terziario di scala sovraregionale per la localizzazione di centri direzionali e

strutture centrali di grandi imprese. (art. 32 Lr 35/2001).

Il Presidente

Premesso che:

Il Comune di Dolo con note n. 65961 in data 12.03.2008 e n. 18321 in data 15.07.2008, pervenute al Protocollo Regionale rispettivamente in

data 15.04.2008, prot. n. 867 e in data 28.07.2008, prot. n. 391828, ha trasmesso l'istanza per l'attivazione di un Accordo di Programma a sensi

dell'art. 32 LR 35/01 denominato Venetocity;

venerdì 20 gennaio 2012

VENETO: ENORME CENTRO DEL TERZIARIO. (CON BUONA PACE DEL PALLADIO).

totò e gli intrallazzatori.

Veneto City: trionfo del cemento e della vecchia politica. 
Cos’è Veneto City? È un colossale intervento di trasformazione territoriale, destinato, secondo le intenzioni degli imprenditori, a essere un “grande polo terziario di scala sovraregionale” in un’area all’altezza delle frazioni di Arino di Dolo e Cazzago di Pianiga. I numeri in gioco della fase 1: superficie territoriale impegnata 715.000 mq, per 500.000 mq di superficie netta di pavimento (Sp), più la piastra che ospita i parcheggi, da destinare a Centri Direzionali e Commerciali, Poli Scientifici e di Rappresentanza, Spazi Espositivi, Strutture Alberghiere e Residence, Strutture Ricreative ed altro ancora. 

venerdì 13 gennaio 2012


De Poli e la piroetta su Veneto City

Udc da favorevole a contraria: «In politica cambiare idea è segno d’intelligenza»
        VENEZIA
        «Cambiare idea è segno di intelligenza. A maggior ragione in politica, dove chi lavora nelle stanze dei bottoni si occupa del bene della collettività. Ribadiamo con forza la nostra posizione: gli interessi economici e immobiliari non possono sostituire quelli dei veneti». Lo afferma Antonio De Poli, deputato dell'Udc e coordinatore regionale del partito in Veneto, commentando il retroscena pubblicato dal nostro giornale che ricostruisce la “piroetta” (da favorevoli a contrari) compiuta dai centristi cattolici su Veneto City. «Non intendo fare nessun passo indietro sul fronte dell’opposizione a Veneto City», prosegue De Poli «abbiamo rivisto la nostra posizione ascoltando le ragioni dei nostri rappresentanti nella provincia di Venezia che si dimostrati sensibili e attenti. Non si possono sottovalutare le ragioni della filiera produttiva coinvolta, agricoltori e commercianti in primis». Il parlamentare nega posizion i di rifiuto pregiudiziale ma contesta alla giunta Zaia di ignorare nel processo decisionale i comitati di cittadini che, in questi mesi, hanno fatto sentire la loro voce: «Non si possono ignorare 11 mila firme. Noi facciamo opposizione ma nell’interesse della collettività e per questo motivo siamo favorevoli ad alcune battaglie che Zaia intraprenderà, ad esempio quella in difesa della Pedemontana. Ben altra cosa, però, è Veneto City, un ecomostro che si inserisce geograficamente fra le città di Dolo Mirano e Mestre determinando forti criticità nell’afflusso alle relative strutture ospedaliere da parte dei pazienti-utenti. Non ci risulta né una valutazione di questo genere, né una modifica alla viabilità dell’area in relazione all’accesso alle strutture ospedaliere citate». «Questo, per noi dell’Udc, vuol dire fare gli interessi della gente e occuparsi del territorio», conclude De Poli «ci interessa dare le risposte alla gente perché ascoltiamo le persone».
        05 gennaio 2012
        S. Francesco ecologista ante litteram

        DALAI LAMA

        DOMANDA:COSA L'HA SORPRESA DI PIU' DELL'UMANITA'?E Lui ha risposto:

        "Gli uomini... perché perdono la salute per fare soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. Perché pensano tanto ansiosamente al futuro che dimenticano di vivere il presente in tale maniera non riescono a vivere né il presente né il futuro. Perché vivono come non dovessero morire mai e perché muoiono come non avessero mai vissuto.